La vitamina che viene dal sole: la Vitamina D

Sole al tramonto (Zanzibar febbraio 2014)
Sole al tramonto (Zanzibar febbraio 2014)
Sole al tramonto (Zanzibar febbraio 2014) Foto di Claudia Filipello

 

 Gli anziani

raccontano:

“Dove entra il sole

non entra il dottore”

 

 

In diversi anni di lavoro ho constatato come la carenza di Vitamina D sia un reale problema che oramai affligge ogni fascia d’età: dal bambino all’adulto, fino a riscontrare insufficienze gravi nell’anziano.

Secondo un rapporto dell’European Menopause and Andropause Society, il 50-70 % della popolazione europea presenta un deficit di Vitamina D. La carenza è determinata soprattutto dallo stile di vita ‘indoor’ (al chiuso) per la maggior parte delle persone. A causa dello stile di vita che si conduce trascorriamo poco tempo all’aperto e quindi siamo sempre meno esposti alla luce solare.

Ancora una volta si dimostra come non possiamo permetterci di vivere in salute se restiamo separati dalla relazione  del nostro corpo con Madre Terra ed i pianeti con cui quest’ultima s’interfaccia, in questo caso il Sole.

La Vitamina D è un termine generico per indicare un gruppo di 5 diverse vitamine (D1-D2-D3-D4-D5) appartenente alla categoria delle vitamine “liposolubile” cioè solubili in grassi. La forma più importante è rappresentata dalla Vitamina D3 -Colecalcilferolo. L’aspetto unico della Vitamina D è che si comporta come un pro-ormone, cioè è un precursore degli ormoni coadiuvando 3000 geni sui 25.000 totali e controllandone direttamente il DNA.

E tutto questo è direttamente proporzionale a quanto ci si espone alla luce solare; infatti, il 90% è sintetizzata nella pelle esclusivamente grazie all’esposizione al sole. Il resto giunge da alimenti come latte, uova, pesce e verdure a foglie verdi. La forma previtaminica è anche detta “raggio di sole”, poiché l’azione dei raggi ultravioletti attiva una forma di colesterolo (una delle molte funzioni positive del colesterolo) presente nella pelle e la converte in Vitamina D. La sua attivazione avviene grazie all’opera del fegato, dei reni e dell’intestino .

Le sue funzioni principali sono rappresentate da:

– Assimilazione ed assorbimento di Calcio e Fosforo;

– Crescita, sviluppo e mantenimento delle ossa e denti per adulti e bambini;

– Nella sua forma biochimica più attiva (D3 Colecalciferolo) agisce in sinergia con Calcio per il controllo della formazione dell’osso;

– supporto importante per la cartilagine;

– Potente immunostimolante: effetti sul sistema immunitario e azione terapeutica su patologie autoimmuni;

– La Vitamina D è preziosa quando la patologia è già instaurata: molte malattie, fra cui diabete, tumori, infezioni, carenza del sistema immunitario e patologie cardiovascolari tendono a peggiorare in presenza di deficit relativo a questa vitamina;

– Interessantissima la pubblicazione dell’American Heart Journal di una raccolta di evidenze scientifiche del Newcastle Biomedical Research Center sulla protezione che la Vitamina D eserciterebbe nei riguardi dell’infarto acuto e delle malattie coronariche che rappresentano la principale causa di morte nei paesi occidentali. La carenza, infatti (con valori sierici inferiori a 20 ng/ml) causata da inadeguata esposizione al sole, uso eccessivo di creme solari, patologie epatiche e renali ed età avanzata, sembra associata a un incremento della morbilità e della mortalità per Malattie Coronariche.

– Il suo deficit è particolarmente rischioso per le donne in menopausa in quanto aumenta considerevolmente il rischio (già non irrisorio) di osteoporosi e fratture; oltre che per gli anziani in generale. Essa costituisce quindi un valido alleato per combattere l’osteoporosi, malattia che ogni anno in Italia colpisce cinque milioni di persone e causa circa 250 mila fratture;

– Negli ultimi anni studi hanno messo in evidenza la relazione tra livelli di Vitamina D e minor rischio di numerose forme di tumore. Recentemente un gruppo di ricercatori dell’università di Stanford in California ha studiato il rapporto tra Vitamina D e varie forme di tumore della pelle, melanoma compreso. Sono stati analizzati dati di oltre 36.000 donne. Conclusione: le donne che assumevano almeno 400 U.I. di Vitamina D giornaliere avevano un rischio ridotto del 50% di sviluppare il melanoma. La Vitamina D dunque, sintetizzata proprio tramite l’esposizione solare, ha effetto protettivo importante verso le patologie causate dall’esposizione ai raggi UV stessi. Per questo motivo è bene ricordare che l’uso di creme solari (con fattore protettivo uguale o superiore a otto) blocca completamente l’assimilazione di Vitamina D.

Utile quindi, utilizzare un’eventuale integrazione di Vitamina D3 sulla base di indagini ematiche grazie al controllo di uno specialista; esporsi regolarmente al sole, per pochi minuti (20-30 minuti al giorno), anche su piccole zone cutanee. Nelle altre ore evitare l’esposizione diretta; oppure usare una crema solare ad alta protezione. In questo modo si ottengono i benefici del sole, incluso quello di attivare la produzione di vitamina D, evitandone i rischi.

 

… dove entra il sole… non entra il dottore!

“Gira il tuo viso verso il sole e le ombre cadranno dietro di te”
 Proverbio Maori