“Un essere umano é parte di un tutto chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualche cosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione é una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l‘allargamento del nostro circolo di conoscenza e comprensione, sino a includervi tutte le creature viventi e l‘intera Natura nella sua bellezza”

Albert Einstein

Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”

 Bernardo di Chiaravalle

 

Quando si cerca di spiegare che cos’è l’energia guaritrice di Madre Terra e quindi della Natura, si giunge inevitabilmente alla con­trapposizione tra cercare una motivazione scientifica e dare un’ in­terpretazione intuitiva: da un’osservazione del livello puramente fisico, infatti, passiamo a quello immateriale, non misurabile. Ma alla misteriosa e magica Natura, non ci si può avvicinare solo razionalmente, ma è necessario essere disponibili ad “aprirci” ad una visione animata di essa: ogni piccolo filo d’erba non è un’entità priva di vita, ma un organismo vivo, che racchiude in sè un’invisibile interiorità, una sostanza più sottile, energia pura ed essenziale.

L’avvicinarsi alla Natura, con una conoscenza più approfondita, dona la percezione di essere come davanti ad una finestra socchiusa e al desiderio di aprirla completamente, per comprendere che esiste un’energia, un soffio trasparente, un respiro, che non si vede, ma si sente col cuore ed in modo sensuale (attivando tutti i nostri sensi sottili), che anima l’Universo e si “manifesta”, per ana­logia, in ogni essere vivente.

Un fiore, una pianta o un albero rappresentano un “evento” che va oltre ciò che la botanica gli riconosce.

Ad ogni specie vegetale, al suo impiego terapeutico o, semplicemente, alla sua denominazione è attribuibile un mito, un rituale, un simbolo. Fin dalla notte dei tempi, tutto questo, è stato oggetto di osservazione grazie alla “Teoria del­le Segnature“, che ci richiama ad un concetto profondo: esiste una somiglianza morfologica tra la pianta e la malattia da curare. Limitandoci a scegliere il rimedio naturale per attenuare soltanto i sintomi di un malessere, non rispetteremmo due concetti fondamen­tali: la visione dell’uomo nella sua unicità e la sua analo­gia con la natura. Questo aspetto energetico–simbolico della Fitoterapia presenta enormi potenzialità, in modo particolare per affrontare i disturbi di tipo psicosomati­co. Il medico, filosofo e alchimista Paracelso, vissuto nel 500, sosteneva che Dio ha marchiato con segni le erbe medicamentose, per aiutare l’uomo a ri-conoscerle e ot­tenere la guarigione.

I popoli antichi concepivano il mondo affidandosi a realtà sottili, infatti attraverso il significato di “Segnatura” possiamo imparare che esiste una corrispondenza tra tutte le cose, perché la Natura è un unico organismo vivente, costituito da più parti, così com’è il corpo umano. La diversità che possiamo riscontrare è data dal fatto che queste parti svolgono funzioni diverse. Dagli astri agli animali, alle piante e alle pietre, fino a raggiungere gli organi che compongono il corpo umano, esiste un legame, segnalato appunto da un’impronta o “firma” o “segno”, che vincola tra loro le cose appartenenti alla stessa natura o che hanno le medesime funzioni. Per questa ragione una pianta con parti somiglianti a organi umani, è utile per curare o sostenere quegli organi stessi.

Sulla base di questi concetti la Fitoterapia si sviluppa, fin all’epoca attuale, come pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere. Si rivela importante conoscere le caratteristiche di una pianta, anche nei suoi aspetti più arcaici e mitologici, così da poter comprendere i simboli tramite i quali la Natura si esprime.

 

“Quando un germoglio si schiude tutto diventa essenza di vita”

Lo Spirito del bosco
Lo Spirito del bosco