La Natura ciclica della donna
 

“… la Donna ha mani dal tocco leggero e potente.

Mani in grado di tessere tele leggere ed infinite

d’amore e pazienza e compassione e perdono.

La Donna ha piedi ben ancorati al suolo

per attingere l’energia di Madre Terra e distribuirla ad altri.

Piedi che sanno camminare per trovare le Verità più nascoste.

La Donna ha un ventre che può generare, accogliere, nutrire e partorire.

Ha un corpo che canta la Vita con i suoi continui passaggi di gioia e dolore, di morte e rinascita, …

Un corpo che sa, … da sempre sa, che in questa fusione di opposti è il potere della luce…

La Donna sa … se solo vuole sapere…”

 Tratto da “La via della luce femminile” di Loretta Martello

Che siamo donne o uomini, animali o piante la ciclicità governa la nostra vita. Ci sono cicli vitali che durano un giorno intero (circadiani, dal latino circum = intorno e dies = giorno, ossia qualcosa che occupa lo spazio di ventiquattro ore), alcuni più di un giorno (infradiani) e altri che avvengono più volte in un giorno (ultradiani).

Il mancato rispetto di questi ritmi può essere causa di stress o di esaurimento psicofisico. Tutti coloro che hanno fatto i turni di notte sanno che nel tempo prolungato il corpo ne risente pesantemente, il fuso orario li costringe a capovolgere l’orologio biologico e l’insonnia è capace di rovinare tutta la giornata. Se si prova ad immaginare d’ignorare il proprio ritmo circadiano, ossia di non dormire e riposare di notte e andare avanti fino a crollare si viene a creare un comportamento che compromette la salute dell’individuo ma anche quella dell’intera società. Un tale atteggiamento è quello che è stato chiesto praticamente alle donne quando viene detto loro di ignorare il ritmo del ciclo mestruale.

Il dottor Ernest Rossi, un esperto nel campo della Cronobiologia (lo studio dei tempi e della ciclicità degli eventi biologici), ha scoperto un ciclo ultradiano di 90-120 minuti durante il quale c’è un calo di 20 minuti nell’attenzione e nell’energia personale, un tempo in cui, se potessimo, tenderemmo ad avere la testa fra le nuvole. Durante il giorno viaggiamo tra questi cicli che i cronobiologi chiamano “Cicli Base di Attività-Riposo” (BRAC). Sembra che ci sia un numero spropositato di sistemi mente-corpo che seguono il ritmo di 90-120 minuti di attività seguiti da pause riflessive. Tutti i nostri sistemi di regolazione come il Sistema Nervoso, quello Immunitario ed Endocrino operano secondo il BRAC; anche il cervello segue questo ritmo: ogni 90 minuti c’è una prevalenza dell’emisfero destro rispetto quello sinistro.

Recentemente i biologi molecolari hanno dimostrato che la cellula si divide, trascrive i geni e riproduce il proprio DNA secondo un ciclo di 90-120 minuti, quindi questo ritmo regola il livello più profondo del nostro essere, influenzando il modo di pensare ed agire.

E’ buona norma prendersi degli intervalli di venti minuti nell’arco della giornata per mantenere il benessere generale ed un funzionamento ottimale dell’organismo.

Questi intervalli sono fondamentali per rigenerarsi, incubare nuove idee e permettere una buona creatività dell’emisfero destro: non sono una perdita di tempo ma delle ottime opportunità per essere e sentire la vita nella sua interezza e profondità.

Ignorare i ritmi corporei può causare stress e un potenziale mal-essere il cui stadio finale è rappresentato dall’insorgenza della malattia vera e propria.

Il Ciclo femminile quindi, segue un BRAC, in cui l’Ovulazione è la parte attiva ed il sanguinamento è la fase in cui si desidera rilassarsi e perdersi un poco. Le mestruazioni, quindi possono essere definite come una vera e propria opportunità in cui il corpo racconta il suo desiderio di rinnovamento e la psiche quindi, ha il tempo di elaborare buone idee che metterà poi in atto nella successiva fase di attività. Quale sistema mente-corpo segue questo ritmo mensile? Forse il fatto di non rendercene conto contribuisce a creare il dis-agio.

Remare contro un ritmo interiore che appartiene per natura alla persona è dannoso alla salute: ogni volta che scegliamo di reprimere o ignorare un aspetto di noi, dobbiamo capire che prima o poi esso reclamerà la nostra attenzione, spesso in modo non piacevole. Se siamo a nostro agio col cambiamento e riusciamo a seguire le sue esigenze, sperimenteremo meno tensione e sofferenza nel periodo precedente e durante le mestruazioni.