“Insegnami il segreto del rosso fuoco dell’uomo”

Tratto da “Il libro della giungla”

Rudyard Kipling

L’iperacidità, il reflusso gastroesofageo e il bruciore gastrico sono fra le problematiche più diffuse a livello mondiale! Si stima infatti, che circa il 70% degli adulti presenta i segni sopra elencati e che il 50% dei soggetti sopra i 45 anni, soffre di conseguenze a lungo termine, per non averli curati.

Le cause d’innesco dei sintomi che riguardano il primo tratto digestivo sono, a volte, molto diverse e si  manifestano in base alla persona. Tra i principali responsabili è lo stress, accompagnato da uno stile di vita frenetico ed una alimentazione scorretta. Inoltre, l’abuso di farmaci, fra cui antinfiammatori e cortisonici, è la causa dell’innesco di una sintomatologia a carico dello stomaco, che può sfociare in gastriti ed ulcere. I farmaci antinfiammatori, infatti, inibiscono, in modo non selettivo, l’azione pro-infiammazione di sostanze chiamate “prostaglandine”. Questo processo, provoca  l’inibizione delle prostaglandine protettive della mucosa gastrica, la cui funzione è di proteggerla dall’azione dei succhi gastrici acidi, creando il terreno ideale per ulcerazioni e lesioni a livello dello stomaco.

Terapia convenzionale farmacologica

La diffusione del problema ha definito sul mercato più tipologie di farmaci, che presentano però numerosi effetti collaterali. Andiamo ad approfondirli.

  • Farmaci antiacidi: sono principalmente Sali di Alluminio, Calcio, Sodio e Magnesio, che re-agiscono con l’Acido Cloridrico dello stomaco, neutralizzando l’eccesso di acidità. Sono farmaci sintomatici e quindi non vanno ad agire sulla causa primaria del problema. Presentano effetti collaterali importanti, soprattutto collegati alla presenza dei metalli elencati in precedenza. In particolar modo l’Alluminio, presente quasi sempre nella forma chimica “Alluminio Idrossido”. Esso indebolisce i tessuti del canale digestivo, non permette l’assimilazione di determinate vitamine e nutrienti poiché resi inattivi. Questo meccanismo conduce l’organismo al non utilizzarli. Provoca, inoltre costipazione, disordini intestinali, disturbi dermatologici, sudorazione eccessiva, spasmi e dolori muscolari, perdita di energia. Quando l’assunzione di questo farmaco avviene con continuità, le problematiche si presentano anche a livello osseo, fegato e reni.
  • Farmaci inibitori della pompa protonica (PPI): sono farmaci che per eccellenza hanno la funzione di prevenire l’ulcera e vengono prescritti in primis per le manifestazioni di bruciore e gastriti. Il loro meccanismo d’azione prevede il blocco irreversibile della pompa protonica, che produce l’acido cloridrico. Questo processo provoca un processo ancora più grave, rappresentato dall’aumento della produzione di gastrina. Nel tempo questo meccanismo produce iperplasia delle cellule del fondo gastrico. Nella sperimentazione animale, è stato dimostrato che, a seguito di questo processo, si ha l’evoluzione in carcinoma gastrico. Questa tipologia di farmaci, inoltre, determina il mancato o l’insufficiente assorbimento di nutrienti, fra cui proteine, vitamine e calcio.
  • Farmaci H2 Antagonisti: sono molecole che inibiscono la secrezione gastrica basale, notturna e quella stimolata dall’assunzione del cibo. Numerosi sono gli effetti collaterali, fra cui antiandrogenico, causando ginecomastia (crescita del seno negli uomini) ed impotenza. Oltre che effetti collaterali sul Sistema Nervoso Centrale determinando: ansia, panico, confusione mentale, perdita di memoria e tanto altro…

Anche per le problematiche gastriche, quindi è possibile fare una scelta naturale; infatti diverse piante, il cui contenuto in principi attivi, possiedono molecole che hanno la specifica azione di agire per il benessere gastrico.

Andiamo ad approfondire le  principali.

  • Liquirizia ( (Glycyrrhiza Glabra): la cui radice ha proprietà antinfiammatorie, antispasmodiche, cicatrizzanti e protettive della mucosa. E’ quindi utile in tutte le problematiche gastroesofagee. Le formulazioni migliori di liquirizia sono le compresse, le capsule o le tavolette di estratto secco titolato e standardizzato almeno al 4% in Glicirrizina, il principio attivo più importante della liquirizia. Nei soggetti che soffrono di ipertensione sono tuttavia da preferire le preparazioni prive di questo principio attivo (Deglicirrizzate, sigla DGL). Può incidere, infatti, sulla pressione arteriosa a seguito di alte somministrazioni.
  • Ananas (Ananas Sativus): in particolar modo il gambo di questo frutto è ricco in Bromelina, enzima che svolge due importantissime attività. Una è rappresentata dall’azione proteolitica, cioè scinde, separa le proteine; la seconda proprietà è rappresentata da una spiccata funzione digestiva. Inoltre, ha proprietà antinfiammatoria sia a livello della mucosa gastrica che per via generale, oltre che protettiva.
  • Estratto di Semi di Pompelmo: ha funzioni antibatteriche, indicato per le gastriti da Helicobacter Pylori; inoltre è molto appropriato per la sua funzione protettiva e riparatrice della mucosa gastrica.
  • Cardo Mariano ( Silybum Marianum): noto per le sue straordinarie virtù antiossidanti e disintossicanti a livello epatico; inoltre ha un’azione digestiva ed antispasmodica.
  • Rabarbaro (Rheum Officinalis): ha numerose funzioni terapeutiche soprattutto nella sua classificazione di “Principio Amaro Antrachinonico”, che attribuisce alla pianta le note proprietà stomachica, digestiva, amaro-tonica, pro-cinetica gastrica.
  • Coriandolo (Coriandrum Sativum): conosciuto fin dai tempi dall’antico Egitto. Il Coriandolo ha proprietà carminative, cioè aiuta l’assorbimento dei gas gastrici ed intestinali; stomachica, cioè favorisce la funzionalità gastrica, ma è anche fondamentale per una corretta digestione (proprietà eupeptica).
  • Cardamomo (Elettaria Cardamomun): fin dalla notte dei tempi in cui le spezie prendevano la strada dell’occidente  e viaggiavano fino a noi, è considerata la spezia più preziosa al mondo. Le sue proprietà sono soprattutto rivolte all’attività antibatteriche e batteriostatiche con conseguenti capacità di miglioramento a livello gastrico e intestinale.

L’elenco prosegue ancora con:

  • Carvi (Carum Carvi)
  • Alloro (Laurus Nobilis)
  • Centella (Centella Asiatica)
  • Salicaria (Lythrum Salicaria)
  • Boswellia (Boswellia Serrata)
  • Rutina 
  • Passiflora (Passiflora Incarnata)
  • Dolomite polvere naturale
  • Camomilla (Matricaria Recutita)
  • Alga Laminaria Tallo (Laminarie Hyperborea) 
  • Zenzero Rizomi (Zinziber Officinale Roscoe)
  • Olmaria (Spirea Ulmaria L. fiori)
  • Aloe (Aloe Vera e Barbadensis)
  • Malva (Malva Sylvestris)
  • Altea (Althaea Officinalis)
  • Melissa (Melissa Officinalis)
Concludendo, l’approccio naturale è in grado di rispondere ad ogni variabile delle problematiche legate allo stomaco. Come si evince dal lungo elenco dei fitoterapici, le piante che collaborano al benessere dello stomaco, sono molteplici.
Esorto a ripensare e rivalutare il rapporto con i farmaci.
In ogni caso, sconsiglio sempre l’automedicazione, ma raccomando la consultazione ed il confronto con figure professionali esperte del settore