La frutta secca racchiude nel proprio sapore

la storia della pianta che l’ha generata,

l’energia del sole,

dell’acqua

e dell’aria che ne hanno consentito la crescita

e quella di chi l’ha coltivata con passione e fatica.

Quando si parla di “frutta secca” ci si riferisce sia a quella con il guscio, la frutta oleosa, come noci, nocciole, mandorle, pistacchi, anacardi, pinoli, ecc., sia a quella polposa, disidratata con metodi naturali, come prugne, mirtilli, albicocche, mele, ecc. Inoltre, nella grande famiglia della frutta secca, aggiungo un terzo gruppo, rappresentato dai semi oleaginosi, cioè semi di girasole, semi di sesamo, semi di zucca, ecc.

Tra i vari tabù alimentari, la frutta secca gioca un ruolo di primo piano. Nonostante i suoi positivi effetti sulla salute, dimostrati da numerosi studi clinici, è ancora oggi vista con sospetto a causa del suo contenuto in calorie, relegando la frutta secca ad un uso occasionale oppure durante le festività, quasi fosse un peccato.

La frutta secca è stato il primo alimento a ricevere il titolo di “Salutare per il Cuore” dalla US Food and Drug Administration.

Fra le numerose proprietà legate all’uso quotidiano della frutta secca è importante parlare degli effetti cardioprotettivi. Diversi studi, infatti, dimostrano che la frutta secca è in grado di migliorare il quadro lipidico, la funzione endoteliale e l’infiammazione organica di base. Il beneficio è simile all’uso del pesce e, per diversi elementi in essa contenuta, risulta essere superiore. È ricca di grassi polinsaturi (45 al 75% del peso sgusciato), con effetto terapeutico opposto rispetto ai saturi. I grassi in essa contenuti, sono definibili “grassi buoni”, cioè privi di colesterolo “cattivo”, capaci di contrastare le conseguenze negative dovute all’ingestione di grassi saturi. Nella frutta secca, inoltre, sono presenti sostanze fondamentali come Vitamina E, Magnesio, Potassio, Rame, Vitamina K, Selenio, Fibre, Antiossidanti, in particolare Polifenoli, Proteine, Folati, Fitosteroli, Arginina, Flavonoidi.

Uno studio recente effettuato su 6309 donne diabetiche, ad altissimo rischio d’infarto, ha evidenziato come il consumo quotidiano di frutta secca ha ridotto l’incidenza (nuovi casi) d’infarto fino al 44%. Nel Nurses’ Health Study, che ha coinvolto 83.818 donne tra 34 e 59 anni si sono verificati 3206 nuovi casi di Diabete Mellito Tipo2. Gli autori hanno riscontrato una netta diminuzione dell’incidenza di nuovi casi di diabete nelle consumatrici di frutta secca dell’8, 16 e 27%, in maniera direttamente proporzionale all’aumento del consumo di questo meraviglioso alimento. Da ciò si deduce che la frutta secca, è fonte di fibra solubile nella dieta: come la frutta fresca, ha bassi valori calorici e di zuccheri, rispetto l’Indice Glicemico e svolge un ruolo importante nel prevenire diversi aspetti delle malattie metaboliche. Paradossalmente la frutta secca, infatti, contribuisce a tenere sotto controllo il peso corporeo. Sebbene le calorie introdotte siano notevoli, il peso tende a rimanere costante. Questo significa che la frutta secca è in grado di agire positivamente sul nostro metabolismo: induce l’incremento della spesa energetica, assorbe i grassi e favorisce il senso di sazietà sperimentato nell’uso di pillole dimagranti.

La frutta secca è un concentrato di Polifenoli, sostanze antiossidanti fondamentali nel combattere l’accumulo di radicali liberi, nel prevenire patologie conseguenti, come danni all’apparato cardiocircolatorio o forme tumorali. Inoltre, sono alimenti ad alto contenuto proteico. I pinoli ad esempio contengono oltre il 30% di proteine, più di una bistecca o di altri alimenti considerati proteici.

La frutta secca è a tutti i diritti un cibo principale che non deve mai mancare sulle nostre tavole. È preferibile la frutta secca non tostata; oppure tostata a bassa temperatura (non superiore a 100 °C) al fine di mantenere sufficientemente integri gli elementi nutrizionali e rendere migliore la digeribilità del frutto stesso.

Per sfruttarne le proprietà benefiche, frutta secca e semi oleosi devono essere consumati al naturale, senza aggiunta di dolcificanti, zuccheri, sale, caramello, miele, ecc. Preferibilmente vanno sgusciati al momento, al fine di evitare il deterioramento (irrancidimento) dei grassi preziosi in essi contenuti.

L’alimento va consumato come snack energetico, mangiato lontano dai pasti principali, o assunto in diete ipocaloriche tipiche di giovani, atleti e studenti; ma il momento maggiormente propizio per il consumo di frutta secca è la prima colazione. Questo pasto, infatti, è più importante della giornata: al mattino le funzioni digestive si esprimono nella loro massima efficienza e potenzialità, anche per questo motivo dovrebbe comprendere un mix di tutti i nutrienti: carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali. Un altro modo per utilizzare la frutta secca è aggiungerla ai nostri piatti come per esempio nelle insalate. In particolar modo, consiglio l’uso della Crema di Tahina (Crema di Semi di Sesamo) che è un alimento ricchissimo di Calcio naturale, quindi particolarmente indicato alle donne in pre e menopausa.

La frutta secca è inoltre resistente al deterioramento, facile da conservare e trasportare, disponibile tutto l’anno e pertanto rappresenta un alimento importante per aumentare il consumo complessivo di frutta. Il mio consiglio è di tenerne sempre a disposizione piccole quantità e quella che non si usa al momento, conservarla nel freezer.

Per concludere, la frutta secca, se utilizzata nelle giuste quantità, è un ottimo alimento per migliorare il benessere del nostro organismo; quindi via libera alla frutta secca introducendola nella normale alimentazione quotidiana. Più frutta secca al giorno toglie il medico di torno.

 

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