La natura autunnale ed i suoi doni colmi di colore di fuoco, ci parlano di un processo in potenza: nulla muore definitivamente ma tutto si trasforma

“Or posso appartenermi

ed effondere splendendo luce mia

entro il buio del tempo e dello spazio.

Ad assopirsi tende la Natura,

han da vegliar dell’Anima gli abissi

e desti han da portare sole ardente

nel gelo dell’inverno”

“Autunno”

Dal Calendario dell’Anima di Rudolf Steiner, versione di S. Schwarz

Mi piace questo intervallo di tempo che Madre Terra offre: riconosco aspetti profondamente miei nell’intensità dell’autunno. Dopo il 24 giugno, giorno di S. Giovanni e Solstizio d’Estate, il sogno estivo si dissolve gradualmente e il periodo autunnale si avvicina. Nei frutteti e nei vigneti inizia un’incessante laboriosità. Si raccolgono i frutti maturi, le bacche ed i semi: un concentrato di forze solari, che poi vengono immagazzinati o lavorati per farne succo, olio o tanto altro: calore accumulato per prepararsi al freddo dell’inverno!

Subito dopo il raccolto le piante avvizziscono, le foglie cadono, gli insetti spariscono e la maggior parte degli animali cerca un rifugio protetto. Se si osservano i boschi, spesso si trovano scheletri di alberi dentro un mondo ammutolito, avvolti in pesanti e caldi abiti invernali… soli…

Il lasciarci dell’estate… spesso riempie il cuore di malinconia.

Le piante muoiono perché dipendono dal percorso del sole ma anche la biologia del nostro organismo è profondamente dipendente dal ritmo luce-notte. A questo proposito invito a leggere l’articolo: Orologio interiore: siamo nani sulle spalle di giganti“.

Dalla primavera all’estate si viene accompagnati dalla natura esteriore del fiore, protagonista principale dell’esplosione di colori e profumi per tutto il periodo caldo. Ma ogni Anima floreale, tesoro della primavera e dell’estate, entra in risonanza con l’Anima di ogni essere vivente, stimolando così l’interiorità dell’Anima umana. Così come nel periodo caldo, l’uomo effettua la svolta dall’esterno all’interno, facendo posto alle “esperienze di fioritura”; in autunno, l’uomo può dedicarsi all’interiorità, al rimembrare su decisioni da prendere; far maturare semi in potenza, progetti interiori che devono diventare frutti.

Ecco! La natura autunnale ed i suoi doni colmi di colore, ci parlano di tutto questo processo: nulla muore definitivamente ma tutto si trasforma.

Fra i doni che Madre Terra offre in questo periodo e che voglio menzionare, sono le bacche selvatiche, ricche di energia di fuoco, più in specifico la Bacca della Rosa Canina, molto comune nei nostri territori e nei nostri climi.

Dai tempi più remoti, la rosa canina viene apprezzata per la bellezza dei suoi fiori e per la loro profumazione delicata e tenue. Anticamente, i petali della rosa canina costituivano la matrice per estrarre un prezioso olio.

Il nome “Rosa Canina” ci giunge da Plinio il Vecchio; infatti le radici di questo arbusto, venivano utilizzate in decotto come rimedio efficace nel trattamento della rabbia. Lo scienziato scrive di un soldato romano che, morso da un cane, riesce a guarire dalla rabbia grazie all’assunzione di questa pianta.

Da un punto di vista fitoterapico, attualmente della Rosa Canina vengono utilizzate quasi tutte le sue parti: i frutti maturi essiccati (fructus); erroneamente chiamati semi, i Ricettacoli (pseudofructus sine fructubus); i Cinorridi (pseudofructus) o falso frutto maturo; le Radici, utilizzate per i decotti e le Foglie, per tisane ed infusi.

I frutti contengono Tannini, Acido Nicotinico, Carotenoidi, Vitamina C e P, Riboflavina, Acido Malico e Citrico, Flavonoidi (Bioflavonoidi: Fitoestrogeni), Pectine e Carboidrati. Più in dettaglio, i frutti sono ricchissimi di Tannini e soprattutto di Vitamina C (Acido L-Ascorbico).

L’alta percentuale di Vitamina C ha permesso, durante la seconda guerra mondiale, che la Rosa Canina venisse somministrata ai bambini inglesi in sostituzione degli agrumi. Infatti, 100 gr. di Cinorridi di Rosa Canina, corrispondenti a circa una tazza,  equivalgono a circa 30 arance!

La concentrazione di Tannini, rende la Rosa Canina un  buon rimedio naturale contro la diarrea; inoltre, è consigliata in caso di debilitazione fisica, infiammazioni generalizzate, per il sostegno e la protezione del Sistema Immunitario. La droga è considerata anche un discreto vaso-protettore.

Per la ricchezza in Flavonoidi, Antiociani e Carotenoidi, viene utilizzata in cosmetica, come per esempio per la formulazione di acque profumate, creme antirughe, ma anche per pomate lenitive contro gli eritemi solari, maschere per il viso ad azione tonificante, levigante ed astringente; oltre che per il microcircolo venoso superficiale. Per il trattamento di pelli sensibili, arrossate e particolarmente delicate, si consiglia l’applicazione di impacchi a base di acqua di rosa canina.

La Rosa Canina e le Malattie Cardiovascolari
 Una ricerca pubblicata su European Journal of Clinical Nutrition ha scoperto che l’estratto del Cinorrodo, il frutto della Rosa Canina, è in grado di diminuire il rischio cardiovascolare del 17%, abbassando colesterolo e pressione sanguigna. Il risultato è dovuto alla ricchezza in Vitamina C, Flavonoidi e altre sostanze benefiche, che, grazie soprattutto alla loro azione antiossidante e antinfiammatoria, sono in grado di giustificare pienamente i risultati di questo studio.

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