Zucchero filato
Zucchero filato

“Con dolci d’uva e mele

sostenetemi e resuscitatemi:

muoio d’amore”

Cantico dei Cantici 2:5

 Antico Testamento

Desidero accompagnarvi verso un approfondimento che da tempo è nel mio cuore, cerca spazio e parole adeguate per essere espresso e raggiungere i vostri cuori, scintille delle vostre scelte quotidiane.

Voglio parlarvi di Aspartame (codice additivo alimentare relativo a questa sostanza: E951), argomento trattato anche nella puntata di Report, Raitre dello scorso 29 aprile (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-613825eb-bcdc-456f-9bbf-910ced2b7fb3.html ). L’Aspartame è il dolcificante artificiale più diffuso al mondo.  Già da 10 anni l’Istituto Ramazzini di Bologna ha però documentato la sua cancerogenicità sugli animali. Eppure l’Aspartame è utilizzato in oltre 6.000 prodotti alimentari quali: bevande gassate, bibite in polvere, yogurt, sciroppi, succhi, prodotti di pasticceria, budini, dessert, creme, semifreddi, gelati, prodotti di confetteria, caramelle, gelatine, frutta da spalmare, gomme da masticare, barrette energetiche e sostitutivi dei pasti, prodotti a basso tenore energetico e dietetici, nonché come dolcificante da tavola e nei prodotti farmaceutici. Si calcola che viene consumato da oltre 200 milioni di persone nel mondo.

Di fronte ai recenti eventi che vedono in causa l’Aspartame e i suoi effetti sulla salute umana, è utile conoscere la sua storia, dalla scoperta alla introduzione sul mercato e alla sua continua vendita. Tutto ciò che riguarda l’Aspartame ruota intorno all’amministrazione repubblicana americana (Bush jr., Bush sr. e Ronald Reagan) e ad alcuni importanti personaggi come Donald Rumsfeld (già Segretario alla Difesa, acceso sostenitore della invasione dell’Irak e indagato come responsabile delle deprecabili azioni nel carcere iracheno di Abu Ghraib). Ritengo che la parte economica sia importante ma deve esistere anche un’etica dell’economia che permette di dare importanza e valore contemporaneamente anche ai principi di giustizia e di salute. La storia dell’Aspartame segue un cammino opposto. La compagnia chimica americana Searle detiene il brevetto di produzione dell’Aspartame. Nel 1980 la Food and Drugs Administration (FDA) americana aveva proibito la vendita del prodotto soprattutto per ricerche scientifiche che ne sancivano la pericolosità e per la possibile induzione di tumori cerebrali. Il 21 gennaio 1981, il giorno successivo all’insediamento di Ronald Reagan come presidente degli Stati Uniti d’America, la Searle ripropone la richiesta di vendita al pubblico dell’Aspartame (negli USA NutraSweet) e Reagan nomina un nuovo responsabile della FDA (Arthur H. Hull) che in breve ribalta le votazioni interne e concede la vendibilità al prodotto. Successivamente questa persona viene allontananta dalla FDA per comportamento improprio e conclude la sua carriera come responsabile delle pubbliche relazioni della Monsanto e della Searle. Dal 1985 la Monsanto (nota oggi per le ricerche sui cibi OGM) ha infatti comprato la Searle in cui è stato amministratore Donald Rumsfeld. È di Donald Rumsfeld (che da poco ha venduto pubblicamente un surplus di azioni della Gilead per diversi milioni di dollari, dopo che la società, grazie alle vendite di Tamiflu aveva enormemente aumentato il suo valore) la richiesta, ancora negli anni 80 di concedere la vendibilità dell’Aspartame. Un mix di politica, commercio e interessi che forse lascia da parte qualsiasi considerazione sulla salute.

Chimicamente, l’Aspartame è un edulcorante, dolcificante ed esaltatore di sapidità artificiale. È composto da due amminoacidi, l’Acido Aspartico e la Fenilalanina e l’estremità carbossilica della fenilalanina è esterificata con il Metanolo. Pur avendo la stessa quantità di calorie dello zucchero il suo potere dolcificante è circa 200 volte maggiore, motivo per cui ne sono necessarie piccole quantità per dolcificare cibi e bevande.

Un nuovo e più dettagliato studio sugli effetti a lungo termine del consumo di Aspartame, con dosaggi compatibili con la dose minima giornaliera permessa per il consumo umano, è stato pubblicato nel settembre 2007 su Environmental Health Perspectives. E’ uno studio realizzato dall’Istituto Ramazzini di Bologna. Questo studio è l’unico che ha preso in considerazione l’uso di Aspartame a partire dai primi cicli di vita, ha seguito la storia clinica dei topi fino al loro decesso naturale (a differenza degli studi americani effettuati sacrificando le cavie prima dell’insorgere dei tumori stessi). Gli autori hanno rilevato evidenti indicatori di rischio per la salute umana, in particolare per i bambini e le donne in gravidanza. L’agenzia europea EFSA e la corrispondente agenzia statunitense FDA non hanno al momento presentato un parere ufficiale sui risultati di questo secondo studio. La pericolosità è rappresentata da: effetto leucemogeno (provoca leucemia) e cancerogeno (provoca tumori) alle pelvi renale, cervello, mammella e al sangue. Vi consiglio di leggere http://www.ramazzini.it/ricerca/pdfUpload/Rischi%20cancerogeni%20dolcificanti%20artificiali-aspartame_AIOM_2011.pdf

Alla luce di quanto osservato concludo che rimane solo un unico atteggiamento da scegliere e lo ripongo nell’azione consapevole dell’individuo nella propria quotidianeità, per sè e per i propri cari. Per esempio imparare gradualmente ad assaporare il caffè o il thè nel loro gusto naturale e unico e quindi non edulcorato; oppure mangiando frutta fresca di stagione anziché una merendina confezionata. Inoltre consiglio dei dolcificanti di origine naturale, che conservano inalterato il sapiente equilibrio di nutrienti bioregolatori previsto da Madre Terra.

I dolcificanti naturali che vi propongo e che possono essere introdotti nell’alimentazione quotidiana sono i seguenti:

Pianta d'Agave
Agave

Succo o Sciroppo d’Agaveè un dolcificante naturale estratto dalla linfa di una pianta, chiamata Agave Blu o  Agave Tequilana Weber – varietà Azul; è la più pregiata della famiglia botanica delle Agavi, è proveniente dal Messico (area geografica Jalisco, vicino a Tequila). La pianta è la medesima con cui si produce la Tequila, il liquore. Le proprietà del succo d’Agave furono scoperte dai nativi del Messico, gli Aztechi che ne ricavavano cibo, succhi e materiale per cucire. Il succo o sciroppo è  una ricca fonte di minerali fra cui magnesio, Calcio, Potassio e Ferro.  

Lo Sciroppo d’Agave ha il colore che ricorda il miele. E’ meno denso ed ha un discreto potere zuccherino ma un Basso Indice Glicemico (IG 27, Fruttosio IG 32, Lattosio IG 65, Miele IG 83) per questo è indicato per i diabetici poichè non contiene saccarosio (comune zucchero) e una ridotissima quota di glucosio. Inoltre, essendo assorbito lentamente dal’organismo, non procura i picchi insulinici pancreatici dei livelli di zucchero nel sangue, che originano il noto fenomeno di ricaduta ipoglicemica compensatoria. Lo zucchero bianco che noi conosciamo deriva dalla lavorazione della canna da zucchero o dalla barbabietola con metodi industriali chimici. L’uso eccessivo di zucchero, in particolare raffinato, è una delle cause delle malattie metaboliche comuni (Diabete, Sindrome Dismetabolica, Obesità, Trigliceridi alti, ecc). Inoltre, diversamente dai dolcificanti a base di fruttosio prodotto chimicamente dall’ industria, lo sciroppo d’Agave non contiene anidride solforosa, acido cloridrico e altre tossine dannose. Il Succo d’Agave ha un gusto neutro che facilita il suo utilizzo per dolcificare bevande e cibo senza alterarne il sapore. E’ necessario prestare attenzione all’uso poichè bisogna usarne meno rispetto lo zucchero comunemente utilizzato. Un esempio: per sostituire 100 gr di zucchero, utilizzare 75 gr. di sciroppo d’Agave.

Fiore di Cereali
"Fiore" di Cereali

Malto di Cereali: le proprietà del chicco di cereale germogliato sono conosciute da tempo ed utilizzate da millenni: da orzo e da altri cereali germogliati si sono infatti ricavati infinite varietà di pane, focacce, birre, liquori fin dai tempi dei Sumeri e degli Egizi. Dal cereale germogliato, però, si può ottenere anche un delizioso dolcificante: il malto dei cereali. 

Il chicco dei cereali è ricco di proteine, sali minerali, vitamine ma soprattutto amidi: zuccheri complessi forati da lunghe catene di zuccheri semplici. Quando il chicco germoglia, specifici enzimi in esso presenti promuovono la trasformazione dell’amido prima in destrine (zuccheri complessi formati da catene più brevi di quelle dell’amido) e poi in zuccheri più semplici dal sapore dolce, principalmente maltosio. Questo fenomeno naturale è sfruttato per creare un eccellente dolcificante dalle caratteristiche uniche: di consistenza simile al miele, dal sapore ricco, pieno e variato in funzione del cereale utilizzato. Per dolcificare bevande o per fare torte, io consiglio il Malto di Riso e/o di Orzo che hanno gusti più neutri e non alterano il sapore di base dell’alimento o della bevanda.

Pianta di Stevia
Stevia

Steviala Stevia Reubadiana, della famiglia botanica delle Asteraceae, è una pianta rustica. E’ originaria del Sud America, in particolar modo del territorio del popolo Guarani ed è utilizzata da secoli come alimento e pianta medicinale.  

Attualmente è già autorizzato il suo utilizzo negli USA e in molti paesi orientali (in Giappone dagli anni ’70) dove per le sue qualità viene utilizzata negli alimenti dietetici a basso contenuto calorico. Il suo utilizzo consente di ridurre o eliminare quello di Aspartame, sostanza di sintesi altamente dannosa per la salute ma ‘imposta’ da decenni dagli interessi politico-economici dell’industria alimentare mondiale.

In Europa, grazie alla pubblicazione del decreto interministeriale francese (Journal Officiel del 6 settembre scorso) relativo l’autorizzazione sull’uso e la commercializzazione della Rebaudioside A (Reb A), ha aperto di fatto le porte del mercato europeo alla Stevia Rebaudiana.

Per anni la Stevia ha subito la concorrenza scorretta dell’Aspartame, utilizzato nella produzione di bibite con poche calorie. Negli ultimi anni però, il mercato delle bibite “light” ha progressivamente ridotto il suo fatturato, a causa della oramai nota tossicità dell’Aspartame, ma anche grazie alle scelte di acquisto consapevoli  dei consumatori, che decidono sempre più per i prodotti naturali.  Ora, di fronte a questa situazione, le multinazionali come Coca Cola e PepsiCo, hanno deciso, insieme ai loro fornitori ufficiali di dolcificanti (Cargill e Merisant), a presentare la richiesta di autorizzazione alla Food & Drug Administration (FDA) l’anno scorso. Autorizzazione che, dopo anni di provvedimenti contrari (la Stevia era autorizzata solo come integratore alimentare), è giunta ed è stata rilasciata dalla FDA (Libération, 26.12.2008).

Dalla Stevia Rebaudiana è possibile trarre un estratto che dolcifica fino a 400 volte più dello zucchero. Il grande valore di questo estratto è che la Stevia affianca l’elevato potere dolcificante all’assenza di calorie e glucosio, fattore questo di estremo interesse per la cura e la prevenzione del diabete mellito. La Stevia infatti, al contrario di qualsiasi altro dolcificante, promuove la secrezione di insulina portando a una riduzione di glucosio nel sangue.

Altre caratteristiche terapeutiche della Stevia sono la sua azione ipotensiva (che la rende un ottimo integratore naturale in caso di ipertensione arteriosa) e l’azione ‘anti-obesità’ dal momento che la Stevia oltre a non contenere calorie aiuta a ridurre il ‘bisogno’ di altri dolci e cibi grassi. Inoltre la Stevia è stabile anche ad alte temperature, diversamente dai dolcificanti sintetici come l’aspartame che subiscono la degradazioni dagli effetti tossici se utilizzati in cottura o anche solo in bevande calde come caffè o thè. Alla Stevia è riconosciuta anche un’azione digestiva e di protezione della cute e delle mucose, in particolare del tratto orale (il che la rende efficace nella prevenzione della carie).

In Italia la Stevia è disponibile in polvere, in gocce o in foglie essicata. Dallo scorso anno, sono riuscita a procurami anche piantine di Stevia presso il vivaio vicino casa.  Provate a metterla sul vostro davanzale o nel vostro giardino, …. potrebbe essere l’inizio di una lunga amicizia!

 

Consiglio la lettura dei seguenti libri:

– “Sugar Blues. Il mal di zucchero”  di William Dufty, Macroedizioni

– “Sugar Blues 2″. I nuovi veleni senza calorie aggiunte” di Lorenzo Acerra, Macroedizioni

– “Stevia. L’alternativa naturale allo zucchero” di Ray Sahelian e Donna Gates, Tecniche Nuove- Natura e Salute

Serena lettura!