Alitosi: addio mentine!

Il cavo orale è la sede anatomica coinvolta in questo problema. Spesso però, le cause sono da ricercare altrove. Il problema del cattivo odore dell’alito, infatti, è una situazione spiacevole, che si sta manifestando con sempre maggiore incidenza. Testimonianza di ciò è l’aumento della vendita di prodotti per combattere l’alitosi fra cui: dentifrici, collutori, mentine, gomme da masticare, caramelle. Nonostante sia esagerato parlare di “patologia”, è vero però che questo problema, nelle forme marcate, è sentito come tale. In particolar modo, sono aumentate le richieste di esami, cure mediche ed odontoiatriche per risolvere questo problema.

Studi recenti hanno posto approfondimenti nei confronti di questa tematica, mettendo in evidenza due segni principali (uno conseguente all’altro) responsabili del problema:

1) proliferazione batterica: determinato dall’abbassamento del Ph, cioè l’equilibrio acido-basico va verso una condizione di acidità dell’ambiente orale. Le cause che portano alla crescita microbica è data dalla presenza di residui di cibo, tartaro, sangue gengivale, cellule della mucosa orale di sfaldamento, muco, ecc. che diventano terreno ideale di fermentazione batterica. A ciò vanno aggiunte situazioni patologiche generali o di insufficienza funzionale organica. Un esempio è dato dalla candidosi intestinale, che spesso si manifesta con una “patina bianca” sulla lingua. L’alitosi da eccessiva proliferazione è quindi data dalla mal digestione di residui proteici presenti in bocca che creando fermentazione, liberano composti solforati nel cavo orale.

2) composti solforati: sono sostanze maleodoranti, a base di zolfo, che possono trovarsi nel cavo orale per la fermentazione di substrati proteici che liberano una sostanza di nome metilmercaptano che rilascia un odore simile al cavolfiore decomposto. Altri composti chimici che possono essere responsabili dell’alitosi sono: il solfuro di idrogeno (odore di uova marce), acido isovalerico (odore di piedi sudati). Altre cause molto comuni  implicate nell’alterazione dell’alito sono: il consumo di alimenti come aglio e cipolla e l’uso di alcool e fumo che rilasciano composti solforati. Inoltre, l’alitosi può essere dovuto anche da sostanze tipo gli ormoni (alitosi da mestruazione) o da farmaci (antistaminici e benzodiazepine).

Le cause primarie

Analizzando le cause primarie che contribuiscono allo sviluppo dell’alitosi troviamo:

1) problematiche depurative e processi fermentativi. La sofferenza o l’insufficienza degli organi emuntori associate a patologie da disturbi metabolici sistemici possono conferire all’alito un odore sgradevole. Infatti, quando l’azione depurativa degli organi  viene meno o è insufficiente, le tossine che dovrebbero essere eliminate raggiungono vie differenti, come per esempio i polmoni attraverso l’atto espiratorio. Questo si verifica soprattutto nelle affezioni intestinali (parassitosi, intolleranze alimentari, candidosi, coliti, ecc.), nelle epatopatie e nelle insufficienze renali. Il diabete è un chiaro esempio di ciò di cui stiamo parlando. L’acetonemia con il tipico odore chetonico dell’alito (respiro chetonico) è dovuto al passaggio attraverso la via polmonare di acetone ed altri corpi chetonici a causa del metabolismo patologico degli zuccheri.

2) problematiche  delle alte e basse vie respiratorie. Una causa principale è data dall’uso del fumo. La combustione del tabacco determina composti rilasciati nel cavo orale che ne va ad alterare l’equilibrio e vengono quindi emessi attraverso il respiro.

3) problematiche gengivali e dentarie. La scarsa produzione salivare delle ore notturne crea la tipica alitosi mattutina. Ed ancora le patologie come tonsilliti, laringiti, sinusiti, ecc. possono aumentare l’alitosi a causa dell’aumentare del muco. Questa condizione diventa il terreno ideale per la fermentazione e quindi  la liberazione di composti maleodoranti.

4) problematiche digestive. Un’alimentazione troppo ricca di proteine animale conduce ad una maggiore predisposizione all’alitosi. L’alto contenuto di aminoacidi solforati di questi alimenti, le difficoltà digestiva date per esempio da reflusso gastro esofageo, gastriti, in particolar da Helicobacter Pylori, determinano una maggiore predisposizione all’alitosi. Quest’ultimo battere favorisce la colonizzazione batterica del tratto oro-faringeo con l’aumentare della fermentazione di composti solforati nel cavo orale.

Da un punto di vista naturopatico quindi, è necessario oltre che affrontare l’alitosi, far correlare al trattamento dell’alitosi anche e soprattutto il trattamento al problema di fondo, al fine di diversificarlo in rapporto alle cause di terreno.

In linea generale, fra i fitoterapici i cui principi hanno un’azione terapeutica sull’alitosi consiglio:

– Estratto di semi di pompelmo: azione antimicrobica ad ampio spettro;

Propoli: azione antimicrobica ad ampio spettro;

Clorofilla: neutralizza i composti responsabili dell’alitosi;

– Xilitolo naturale: azione riequilibrante del ph orale, migliora la secrezione salivare;

Oli essenziali fra cui Menta Piperita, Limone, Cardamomo, Chiodi di Garofano, Cannella, Anice Stellato, Anice Verde, Finocchio Selvatico, Timo, Salvia, Melaleuca (Tee Tree Oil), ecc.

Estratti di Mirra, Rabarbaro, Liquerizia, Altea, Cardamomo, Cumino, Liquirizia, Achillea, Ananas, Aloe Vera, Lichene Islandico, ecc.

La presenza della patina bianca sulla lingua può essere rimossa grazie all’uso di uno strumento conosciuto con il nome di Nettalingua. E’ un dispositivo  impiegato tipicamente nella Medicina Tradizionale Ayurvedica, utile per rimuovere batteri, residui di cibo e cellule morte. La presenza di una spessa patina sulla lingua può indicare una cattiva digestione, problema che potrebbe essere superato attraverso un miglioramento della propria alimentazione. Oltre che prendere in considerazione tutti gli aspetti di terreno. In sostituzione del nettalingua, può essere utilizzato uno spazzolino da denti, con dorso ruvido.

Solo prendendo in considerazione ogni aspetto dell’alitosi che possiamo dire “addio” alle mentine!!